E’ organizzata per lunedi 12 ottobre a Roncade (TV), con inizio alle 16,30 presso la Cantina Anno Domini, la prima “fiera della filiera corta” che fa incontrare alimentaristi (casolini), panificatori, esercenti, ristoratori, fruttivendoli e macellai con l’obiettivo di creare una rete locale in grado di promuovere nei negozi e ristoranti della provincia di Treviso le eccellenze locali, le piccole produzioni, i prodotti tipici, le lavorazioni artigianali a prezzi sostenibili.

L’iniziativa è ideata e promossa da Fida, il gruppo alimentaristi della Confcommercio, con la collaborazione di Fipe e del Gruppo Panificatori. Dopo i saluti istituzionali (presente il Sindaco di Roncade), sono previsti l’apertura del presidente di Fida Riccardo Zanchetta e un convegno nel corso del quale interverranno Tiziana Tronchin (consulente e coach), Martina Tripi presidente della condotta Slow Food di Treviso cui segue un confronto a 360° tra le categorie di commercianti del settore food che nell’occasione conosceranno novità, tipicità, lavorazioni artigianali con l’obiettivo di promuoversi reciprocamente e di costruire una rete di negozi e locali “sottocasa” capaci di interpretare le tendenze del consumo emergenti e di offrire nuove possibilità di spesa a prezzi sostenibili.

Il titolo del convegno parla chiaro: “Da Bottega a Bottega, qualità territorio e relazioni. Strategie e confronti dietro al bancone per distinguersi e non estinguersi” ma l’idea- spiega il presidente di Fida Riccardo Zanchetta – nasce dalla volontà di dare risposte concrete in un momento storico in cui è sempre più difficile fare la spesa: cibo sano, prezzo giusto, qualità, tracciabilità e sostenibilità sono elementi che cerchiamo di far coincidere ed armonizzare con questa iniziativa che pone le basi per creare un brand locale diffuso capace di distinguersi tra il proliferare delle offerte. Il carrello della spesa, a causa degli aumenti per i trasporti e gli approvvigionamenti, aumenta sempre più”.

“La filiera corta – prosegue Zanchetta- che oggi è la migliore risposta che possiamo dare ai consumatori per contenere il prezzo del carrello della spesa e assicurare meno sprechi e risparmi di almeno il 10-12%, è nata anche dalla conoscenza dei trend analizzati dalla ricerca di Fida Veneto sulle scelte di consumo alimentare

L’indagine- realizzata da Format Research per Fida su 800 intervistati a luglio- conferma che, nel Veneto e in provincia di Treviso, la spesa è frammentata (acquisti più frequenti) ed oltre il 95% dei consumatori valuta il rapporto qualità-prezzo, oltre il 91% è attento alla qualità degli ingredienti. Il gusto è il principale driver delle scelte alimentari (59%), seguito da salute e benessere (51%). Il 59% ritiene che ci sia un nesso diretto tra alimentazione e salute, ma i giovani under 35 esprimono più frequentemente l’idea che l’attenzione alla salute possa penalizzare il piacere di mangiare (55%), mentre nel 33% degli adulti appare più consolidata la possibilità di conciliare attenzione alla salute e piacere di mangiare. Gli intervistati si dividono tra chi attribuisce le scelte salutistiche a mode e tendenze (36%), chi le riconduce a evidenze scientifiche (33%) e, in terza battuta, chi le lega alla tradizione famigliare (24%). Restano marginali le motivazioni etiche (5%) e religiose spirituali (2%).

Quanto alle preoccupazioni sui cibi, i giovani under 35 sono più sensibili al tema delle microplastiche, mentre gli over 35 mostrano una maggiore attenzione verso antibiotici ed ormoni negli alimenti.

Guardando agli acquisti, persiste la differenza generazionale: negli ultimi 5 anni sono cresciuti gli alimenti salutari e percepiti come “naturali” come frutta secca (42%), legumi/proteine alternative 38% tra gli over 35, mentre gli under 35 si orientano verso prodotti percepiti come salutari ma più processati e funzionali allo sport come alimenti ad alto contenuto proteico (20%) o barrette (12%).

“Noi alimentaristi e rappresentanti del commercio di prossimità – conclude Zanchetta- vendiamo prodotti di cui conosciamo l’origine e la storia, pane fresco ed artigianale e non surgelato, prodotti di coltivazioni e stalle locali. Accorciamo le distanze e restituiamo qualità, servizio e fiducia, riduciamo gli sprechi perché nei nostri negozi si compra quello che serve realmente, mentre nella Grande Distribuzione si comprano volumi maggiori di merce aumentando lo spreco”.

Scarica l'invito e la locandina:

  Da bottega a bottega_invito.pdf

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