Finanziato da EBiCom-EBt, il gruppo Federmoda presieduto da Beatrice Paludetti ha concluso un progetto formativo di alto livello. In aula Maurizio Di Trani, senior advisor e specialista di retail. Parola chiave: il retail non è in crisi, ha cambiato mestiere

Piccoli e medi commercianti di moda della provincia, con i loro dipendenti (in foto), sono tornati in aula, come studenti di un master, per quattro giornate formative e ne sono usciti con nuove skills, tante idee, più fiducia, maggior consapevolezza del ruolo, e nuovi strumenti per affrontare un mercato che cambia e sorprende.

“L’immagine guida del corso- spiega la Presidente Beatrice Paludetti- era la guida galattica per commercianti indipendenti, il messaggio di fondo del corso era don’t panic. Questi due messaggi ci hanno accompagnato in questo percorso innovativo che abbiamo concluso con grande soddisfazione e rinnovato entusiasmo, organizzeremo sicuramente nuove edizioni. In un contesto economico di crisi, di chiusura di negozi storici, di riduzione dei consumi, di sviluppo dell’e-commerce, con questa iniziativa abbiamo voluto rimettere al centro il ruolo strategico dei negozi indipendenti di moda nei nostri territori. Il corso ha offerto spunti concreti su come “aggiornare la nostra mentalità” andando oltre abitudini e convinzioni, su come ritrovare i nostri vantaggi competitivi, come comprendere le dinamiche dei nuovi consumatori. Abbiamo messo al bando le lamentele e le delusioni ed alzato l’asticella del comparto: ne siamo usciti rafforzati e convinti che il negozio di prossimità abbia un valore economico e sociale enorme tutto da sfruttare e potenziare”.

Per Maurizio Di Trani, senior advisor e specialista di retail, con alle spalle decenni di consulenza per grandi brand nazionali ed internazionali, formatore, i messaggi da consegnare al commerciante del futuro sono molto chiari: “Il retail non è finito, è in profondo aggiornamento. Il negozio vincente è onlife, capace di integrare il fisico con il digitale, di aggiungere alle competenze di base ed alla tecnologia lo “human touch”, di offrire servizi unici e distintivi, di fare in maniera eccezionale una cosa sola, di offrire cura in senso lato, del cliente, del tempo, della scelta. Prima si vendevano capi, oggi si vendono scelte, sicurezza, identità: questo è il messaggio che affido ad un commerciante moderno che intende non solo resistere, ma prosperare nel mercato. Il nemico peggiore è dirsi: “si è sempre fatto così”, vince chi non subisce la crisi ma la attraversa e ne esce più forte”.

L’iniziativa si colloca nell’impegno della Confcommercio e di EBiCom a sostegno dei negozi di prossimità ed apre una finestra di ottimismo sul comparto fashion, che più di altri settori ha risentito del calo dei consumi e della crisi. Il corso ha unito imprenditori/imprenditrici e dipendenti ed ha dimostrato che nessun algoritmo potrà mai sottrarre il grande capitale umano, economico e sociale del negozio indipendente, uno spazio unico che consente di stabilire relazioni, intercettare passioni e desideri, trasformando la vendita in un’esperienza personale ed umana arricchente.

 

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